Come vestirsi per il trekking in autunno: la regola degli strati
Maglia in merino o sintetica, pile o piumino leggero, guscio antivento: come vestirsi per un'escursione d'autunno e quando togliere e rimettere gli strati.
Redazione Guiddy · · 6 min di lettura

Per un trekking in autunno ci si veste a strati: una maglia tecnica in lana merino o sintetica sulla pelle, un pile o un piumino leggero sopra, e un guscio antivento e antipioggia nello zaino. Il cotone lascialo a casa. Poi conta come usi gli strati: parti un po' fresco, togli prima di sudare e rimetti quando ti fermi.
Come funziona il sistema a strati
Il manuale Escursionismo, Teoria Tecnica e Didattica, pubblicato sul sito del CAI, distingue tre strati: uno intimo, uno isolante che trattiene il calore e uno protettivo contro pioggia e vento. Meglio tanti strati leggeri che pochi capi pesanti, riassume la sezione CAI di Montecchio Maggiore.
Strato base: merino o sintetico, mai cotone
È la maglia che porta via il sudore: lana merino o tessuto sintetico, aderente e con cuciture piatte. Il cotone no: il sudore lo bagna facilmente e non traspira come una fibra sintetica, spiega il manuale. Lo Scarpone, la rivista del CAI, è netto: «Bisogna evitare le magliette di cotone».
Strato termico: pile o piumino leggero
Sopra va un pile leggero, meglio con la zip completa: la apri in salita e la chiudi in cresta. Nello zaino aggiungi un piumino leggero per le pause. Nelle giornate umide scegli l'imbottitura sintetica: secondo Lo Scarpone isola anche da umida, mentre la piuma non trattata, una volta bagnata, perde buona parte del suo calore.
Guscio: antivento e antipioggia
L'ultimo strato è una giacca impermeabile e traspirante, con cappuccio regolabile e zip di ventilazione. In salita, se non piove e non tira vento, resta nello zaino: sotto sforzo la membrana non smaltisce tutta l'umidità e dentro si forma condensa, spiega il CAI di Montecchio Maggiore.
Testa, collo e mani
Guanti, berretto e scaldacollo pesano pochissimo e Lo Scarpone li consiglia anche col sole, perché al calare della luce potresti essere ancora sul sentiero. I guanti mai troppo stretti, ricorda il CAI di Montecchio Maggiore: con la circolazione frenata le mani si raffreddano prima.
Gambe e piedi
I pantaloni corti sono fuori stagione: meglio lunghi, traspiranti, che asciughino in fretta. Nelle giornate fredde il CAI di Montecchio Maggiore suggerisce una calzamaglia sotto e, quando gela, sovrapantaloni antivento apribili da infilare senza togliere gli scarponi. Le calze non troppo spesse, per non sudare nella scarpa.
Come regolare gli strati durante la giornata
- Parti un po' fresco. Al parcheggio senti freddo perché sei fermo, ma camminando ti scaldi presto: con uno strato in meno non arrivi sudato in cima alla prima salita.
- Togli prima di sudare. Apri la zip, sfila il pile. Se ti fermi al freddo, il sudore si raffredda in fretta e arrivano i brividi.
- Rimetti alla sosta e in vetta. Il CAI di Montecchio Maggiore racconta la giornata tipo: togli qualcosa quando arriva il sole, rimetti un capo al colle dove tira vento, in vetta ti copri per la pausa. Appena ti fermi, non dopo dieci minuti.
Sole sui versanti, ombra fredda nei valloni
Col sole basso, fra un versante al sole e uno all'ombra la differenza si sente. Un docente di meteorologia delle Guide Alpine del Trentino, intervistato dall'agenzia Dire, ricorda che sui versanti in ombra e nelle conche lo zero può arrivare molto più in basso della quota dei bollettini.
Anche il fondovalle, la mattina, può essere il punto più freddo. Il progetto Valchiavenna dell'Università di Milano descrive il lago freddo: di notte l'aria fredda scivola giù dai pendii e ristagna in fondo alla valle, spesso con un velo di foschia, mentre a mezzacosta fa più caldo. Lo stesso progetto ricorda che nell'atmosfera libera, lontano dal suolo, la temperatura scende in media di 0,65 gradi ogni 100 metri, mentre vicino al suolo varia in modo più irregolare. È solo una stima a spanne, ma i 600 metri di salita della giornata all'Alpe Ventina, da Chiareggio al sentiero glaciologico, valgono più o meno quattro gradi in meno.
Tieni pile e guscio in cima allo zaino. All'Alpe Veglia si sale per una mulattiera lastricata e ombrosa lungo il torrente Cairasca; dopo circa un'ora e mezza il bosco finisce e la conca si apre, con i larici e il Monte Leone davanti.
Nebbia e umidità
Capita di partire nel grigio. Con tempo stabile, spiegano le Guide Alpine, nubi e nebbie tendono a risalire durante la mattinata. Con la nebbia diventa tutto umido, vestiti compresi: è il giorno in cui merino, sintetico e imbottitura sintetica si fanno apprezzare.

Dal 25 ottobre torna l'ora solare
Nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3, le lancette tornano alle 2: il buio arriva un'ora prima sull'orologio. Le Guide Alpine consigliano di rientrare ben prima dell'ora del tramonto indicata dal calendario, almeno due o tre ore prima per le uscite lunghe o col cielo coperto: dopo quell'ora resta circa mezz'ora di luce utile, e fra le montagne l'ombra arriva anche prima.
Le uscite qui sotto partono la mattina e rientrano nel pomeriggio: all'Alpe Veglia, il 2 novembre, si torna a San Domenico verso le 15:30. In discesa tieni a portata di mano il piumino. Per la frontale e il resto c'è il nostro articolo su cosa mettere nello zaino in autunno.
Quattro uscite d'autunno per provare gli strati
- Traversata bassa delle Grigne, 17 ottobre e 8 novembre. Dai Piani dei Resinelli nei boschi del Parco della Grigna Settentrionale fino al Rifugio Pialeral: 15 chilometri e 560 metri di salita. La scheda consiglia una giacca a vento.
- Alpe Ventina, 24 ottobre. Da Chiareggio nel lariceto fino ai rifugi, poi il sentiero glaciologico Vittorio Sella sotto il Monte Disgrazia, fino a 2.150 metri. Strati e guscio sono obbligatori; maglia termica, guanti caldi e copricapo pesante consigliati.
- Alpe Veglia, 2 novembre. Da San Domenico di Varzo alla conca di larici e torbiere: 12 chilometri e 600 metri di salita. Il Rifugio Città di Arona è chiuso e si pranza al sacco, piumino addosso.
- Anello d'oro in Val Vogna, 15 novembre. Da Ca' di Janzo per l'antica Via Regia, il sentiero 201, fino all'Alpe Larecchio, con una possibile sosta per un tè caldo: 13 chilometri e 700 metri di salita. L'antivento è obbligatorio.
Prepara gli strati, al resto pensiamo insieme
Scegli l'uscita e prenota il tuo posto: date e disponibilità aggiornate le trovi qui sotto. La sera prima stendi sul letto base, pile, guscio, guanti e berretto, e lo zaino è fatto.
La maggior parte dei Guidders arriva da sola: il primo strato che si toglie, di solito, è la timidezza.
Fonti
- Come vestirsi per il trekking in autunno — Lo Scarpone (CAI)
- Come vestirsi in montagna: il cosiddetto «a cipolla» — CAI Sezione di Montecchio Maggiore
- Escursionismo, Teoria Tecnica e Didattica (2023), Marrosu, Balvis, Saba — archivio CAI
- Clima: come varia la temperatura con la quota — Progetto Valchiavenna, Università degli Studi di Milano
- Escursioni in autunno? Sì, ma va controllato bene il meteo e il tramonto — Agenzia Dire
- Ora solare 2026, quando torna e come spostare le lancette — Sky TG24








