Consigli

Scarpe da trekking per autunno e inverno: come sceglierle

Scarpa bassa o scarpone, membrana, suola, misura e cura: come scegliere le scarpe da trekking per foglie bagnate, fango e neve, d'autunno e d'inverno.

Redazione Guiddy · · 5 min di lettura

La Val Vertova a fine autunno: il sentiero con la ringhiera sopra il torrente, foglie rosse sulle rocce bagnate e una cascatella che scende in una pozza verde

Per camminare in montagna in autunno e in inverno la scelta più tranquilla è uno scarpone da trekking a collo medio o alto, impermeabile, con la suola scolpita. La scarpa bassa va bene sui sentieri facili e asciutti; con foglie bagnate, fango e neve ti serve qualcosa che tenga il piede asciutto e la caviglia ferma. Il resto lo fanno la misura giusta, le calze e un po' di cura dopo ogni uscita.

Scarponi o scarpe basse?

La scarpa bassa è leggera e lascia la caviglia libera. Su un percorso semplice, con poco dislivello e pochi sassi, va benissimo: Montagna.tv la consiglia leggera e flessibile per questo terreno, con una suola più rigida e una scarpa più alta man mano che il sentiero si fa tecnico.

D'autunno e d'inverno, però, il fondo cambia anche sui sentieri che conosci a memoria. Per il Club Alpino Svizzero gli scarponi alti, oltre la caviglia, tengono meglio sul terreno, soprattutto quando il piede si stanca nelle gite lunghe. La Suva aggiunge che la tomaia alta sostiene la caviglia sui sentieri accidentati.

Per questo nelle uscite in fondo all'articolo gli scarponi da trekking sono obbligatori, e la scheda del Passo dei Campelli d'inverno chiede proprio «scarponi alti».

Scarpe impermeabili: la membrana serve davvero?

La membrana è lo strato interno che tiene fuori l'acqua e lascia uscire una parte del vapore del sudore. In questa stagione è un'alleata: erba bagnata, pozzanghere e neve restano fuori dalle calze.

Ha due limiti da conoscere. Secondo Montagna.tv rende la scarpa meno traspirante, e nelle giornate asciutte il piede suda di più. E, ricorda il British Mountaineering Council, non ferma l'acqua che entra dall'alto, dal collo della scarpa.

Quando la neve è alta, la risposta sono le ghette: la Suva le consiglia per la neve profonda, perché tengono l'umidità fuori dalla scarpa.

Che suola serve su foglie, fango, roccia umida e neve?

La suola è la parte che lavora di più. Il CAI di Montecchio Maggiore chiede una suola scolpita e lascia a casa le scarpe da tennis, che sulla roccia non hanno tenuta. Per la Suva è la suola profilata a farti camminare sicuro anche su terreni irregolari e scivolosi.

D'autunno lo vedi subito. Sulle antiche gradinate in pietra che salgono a Savogno, in Valchiavenna, la scheda dice che con le foglie bagnate i gradini diventano scivolosi e servono scarponi con una buona suola. In Val Vertova, lungo il torrente, vale lo stesso per le rocce vicino all'acqua.

Vanno bene con ciaspole, ramponcini e ramponi?

La rigidità dello scarpone dipende dall'uso, spiega il CAI di Montecchio Maggiore: gli scarponi da trekking sono più leggeri e flessibili, quelli per l'alpinismo e il ghiaccio più rigidi. Per le due uscite sulla neve qui sotto le schede chiedono scarponi da trekking, non da alpinismo.

Le ciaspole si fissano con le loro fascette a ogni tipo di scarpa, scrive la Suva; Italia.it aggiunge che lo scarpone deve avere la suola «a carro armato» e che i doposci restano a casa. Se è la tua prima volta, trovi tutto in Prima ciaspolata: cosa serve e come sceglierla. Ai ramponcini dedichiamo un articolo a fine ottobre.

I ramponi da alpinismo sono un altro mondo, con gli scarponi più rigidi pensati per l'alpinismo e il ghiaccio: nelle uscite qui sotto non servono.

Come provarle in negozio

  • Vai di pomeriggio: il piede è un po' più grande che al mattino.
  • Porta le calze che userai, ed eventuali plantari: lo consiglia anche il British Mountaineering Council.
  • Prenditi tempo: la televisione svizzera SRF consiglia di tenerle ai piedi anche mezz'ora, camminando per il negozio; se c'è una rampa, provale in salita e in discesa.
  • Controlla punta e tallone: per il CAI di Montecchio Maggiore le dita devono muoversi senza toccare la punta e il piede non deve alzarsi dentro lo scarpone. Il loro consiglio è mezzo numero in più del solito.

Calze e rodaggio

Le calze contano quanto la scarpa. Il CAI le vuole traspiranti, capaci di tenere il piede asciutto e caldo e di proteggerlo dalle vesciche, ma non troppo spesse: più spessore vuol dire più caldo e più sudore. La Suva, per le uscite sulla neve, dice no al cotone.

Il rodaggio oggi è breve. Il British Mountaineering Council scrive che le scarpe da montagna moderne non ne richiedono quasi, ma consiglia una prima uscita facile e qualche cerotto nello zaino.

Come curarle dopo l'uscita

  • Pulisci: suola con una spazzola dura, fango della tomaia via con una spugna bagnata (CAI di Montecchio Maggiore).
  • Asciuga con calma, in un posto fresco e ventilato. Niente termosifone né stufa: il troppo calore secca la pelle e può rovinare colle e cuciture. Se le riempi di carta di giornale, cambiala spesso.
  • Reimpermeabilizza con un prodotto adatto al materiale quando la tomaia non fa più scivolare via l'acqua a goccioline.

Quattro uscite per mettere alla prova le scarpe

  • Val Vertova d'autunno: 10 km e 300 metri di salita lungo il torrente, fra pozze e cascate. Si parte sabato 24 ottobre e domenica 15 novembre.
  • Savogno e l'Acquafraggia: da Borgonuovo di Piuro sulle gradinate in pietra fino al borgo che si raggiunge solo a piedi, 10 km e 650 metri di salita. Sabato 7 novembre.
  • Passo dei Campelli d'inverno: dai Fondi di Schilpario nel bosco di abeti e larici fino al Rifugio Campione, a 1.945 metri, 14 km e 1.000 metri di salita. Scarponi e ramponcini sono obbligatori. Martedì 8 dicembre e sabato 9 gennaio.
  • Ciaspolata all'Alpe Granda: da Ardenno con il Monte Disgrazia davanti, 10 km e 750 metri di salita, con scarponi, ciaspole e ramponcini. Domenica 3 gennaio.

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