Cosa serve adesso: l'escursionismo di inizio novembre 2026
Prima neve in quota, giornate corte, obbligo gomme dal 15: ecco cosa mettere in auto e nello zaino per camminare bene nelle prossime settimane.
Redazione Guiddy · · 5 min di lettura

Adesso serve soprattutto organizzazione: controllare l'auto prima di partire, portare uno strato in più nello zaino e pianificare il rientro con la luce che se ne va prima. Non è ancora inverno vero, ma la montagna nelle prossime tre settimane ti chiede qualche accortezza diversa rispetto a ottobre, e vale la pena saperle prima di uscire di casa.
La luce se ne va, come ti organizzi?
Niente nuovo cambio d'ora: quello è già successo il 25 ottobre. Ma la luce continua a restringersi giorno dopo giorno. A Milano il tramonto passa da circa 17:11 del 1° novembre a 16:47 del 22 novembre: una ventina di minuti persi in tre settimane, che in montagna pesano di più perché tra boschi e valli il buio arriva prima che in città.
La cosa pratica da fare è semplice: calcola il rientro basandoti sull'orario di tramonto della zona dove vai, non su quello che leggi a casa, e tieni un margine. Se parti con noi per un'uscita che finisce nel tardo pomeriggio, il nostro team pianifica già i tempi di rientro tenendo conto di questo, ma un frontale nello zaino non guasta mai, anche solo per gli ultimi tornanti del sentiero.
C'è già la neve: che significa per chi cammina?
Significa che la stagione sta davvero cambiando, ed è una bella notizia se ti piace la montagna invernale. Nel weekend scorso l'aria fredda in arrivo dal Nord ha portato la prima neve sopra i 1.800 metri in Valtellina, con punte di 18 centimetri a Livigno, e i fiocchi sono arrivati anche sulle Dolomiti sopra Cortina, oltre i 1.450 metri circa. Per l'inizio di novembre è attesa un'altra fase fredda, con nevicate che sulle Alpi restano più sporadiche ma possono scendere a quote comunque significative.
Per chi cammina sotto i 1.500-1.800 metri, come capita nella maggior parte delle uscite in giornata di questo periodo, significa soprattutto terreno più fresco, foglie bagnate, qualche pozzanghera ghiacciata la mattina presto. Per chi sale più in alto, la prima neve può già esserci su creste e versanti esposti a nord. In ogni caso, le informazioni aggiornate su neve e sicurezza in quota le trovi sui bollettini ufficiali di AINEVA o dell'ARPA della tua regione: vale la pena darci un'occhiata prima di partire, soprattutto se l'uscita sale oltre i 1.700-1.800 metri.
Cosa cambia per chi guida fino al sentiero?
Qui la data da segnare è il 15 novembre: da quel giorno scattano gli obblighi di pneumatici invernali o di avere catene a bordo sulle strade interessate da specifiche ordinanze, fino al 15 aprile 2027. Non è un obbligo generalizzato su tutte le strade: vale dove c'è il cartello che lo segnala, e lì puoi scegliere tra gomme invernali montate oppure catene o calze omologate in auto. Fuori dai centri abitati la multa per chi viene trovato impreparato va da 87 a 344 euro, quindi conviene controllare prima di partire, specialmente se l'uscita è in Trentino-Alto Adige: sia la provincia di Bolzano sia quella di Trento hanno ordinanze che coprono tutte le strade statali e provinciali, oltre all'A22 del Brennero per Bolzano.
Se vieni con la tua auto fino al punto di ritrovo, è il momento di dare un'occhiata alle gomme, anche solo per sapere se le hai già montate o se tenere le catene nel bagagliaio.
Passi e rifugi: cosa resta aperto adesso?
Qualche chiusura stagionale è già arrivata o sta arrivando. Lo Stelvio chiude normalmente tra fine ottobre e inizio novembre, e gli impianti di sci estivo-autunnale lì hanno funzionato fino al 1° novembre. In Svizzera sono già scattate chiusure anticipate su San Gottardo e San Bernardino, mentre restano aperti Albula, Flüela, Forcola di Livigno, Bernina, Julier e Forno. Al Gavia il rifugio Bonetta ha chiuso la stagione dal 12 ottobre, anche se questo non vuol dire che la strada sia chiusa. Nelle Dolomiti orientali, invece, la cabinovia Helmjet Sesto verso le Tre Cime resta in funzione fino all'8 novembre.
Sono informazioni che cambiano in fretta con le nevicate, quindi se la tua uscita prevede di passare vicino a un valico alpino vale la pena ricontrollare lo stato aggiornato poco prima di partire.
Cosa mettere nello zaino, in pratica
- Strato in più: anche se parti con il sole, la temperatura in quota può essere già da prima neve.
- Frontale: utile con le giornate che si accorciano, soprattutto per le uscite al tramonto o che rientrano nel tardo pomeriggio.
- Guanti leggeri e berretto: pesano niente e fanno la differenza su creste esposte o in vetta.
- Scarponi con buona suola: il fango autunnale e le prime gelate mattutine chiedono più grip del solito.
- Bastoncini: aiutano su terreno bagnato o scivoloso, specie in discesa.
Dove andare in queste settimane
Per restare su quote che non toccano ancora la neve ma godono già dell'aria fredda e pulita di inizio novembre, Panorami del Garda Trentino: in vetta al Monte Misone arriva fino a 1.802 metri con vista sul lago. Se cerchi un'uscita più alta e strutturata, Passo dei Campelli d'inverno: la conca innevata da Schilpario tocca quasi 1.945 metri nelle Orobie, proprio nella fascia dove la prima neve si fa sentire. Per chi vuole godersi gli ultimi colori senza salire troppo, Il Sentiero del Viandante d'autunno resta sotto i 500 metri, tra borghi e lago.
Tra i Guidders c'è chi aspetta proprio questo momento dell'anno, quando la montagna comincia a cambiare pelle e ogni uscita è un po' diversa dalla precedente. Dai un'occhiata al calendario e trova la tua prossima camminata.
Fonti
- Il cambio dell'ora a Ottobre 2026
- Alba e Tramonto a Milano
- Prima neve sulle Alpi, ma l'inverno sarà mite
- Previsioni neve 2026-2027
- Alpi e Appennini, si rivede la neve al di sotto dei mille metri
- Chiusura dei passi alpini
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- Prima neve, chiusi in anticipo San Gottardo e San Bernardino
- Impianti di risalita ancora aperti in autunno 2026
- Pneumatici invernali, dal 15 novembre 2026 scatta l'obbligo
- Cambio gomme invernali 2026-2027: date e obblighi
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