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Foliage vicino a Milano: dove e quando vedere i colori d'autunno

Quando si colorano i boschi quota per quota, quali alberi danno il giallo e il rame, come scegliere il giorno e 4 uscite tra Grigne, Orobie, Varese e Ticino.

Redazione Guiddy · · 6 min di lettura

Foglie di castagno gialle e arancioni in controluce contro il cielo azzurro

Il foliage vicino a Milano non arriva tutto in una volta: parte dall'alto e scende verso i laghi. In media i faggi cominciano a cambiare colore fra fine settembre e i primi di ottobre, i larici sopra i 1.500 metri diventano gialli verso metà ottobre e quelli più in basso fra fine ottobre e inizio novembre. Il trucco è scegliere la quota giusta per la settimana giusta, e un giorno di sole dopo una notte fresca.

Quando cambiano colore i boschi, quota per quota

I dati più completi sono quelli di MeteoSvizzera, raccolti fra il 1991 e il 2020 su faggi e larici nelle sue stazioni di osservazione: sono medie, non promesse.

La regola di base è che la colorazione parte in montagna e scende verso la pianura di circa 1,1 giorni ogni 100 metri di dislivello. Fra un bosco a 2.000 metri e uno a 500 ci sono quindi, in media, più di due settimane di scarto. Se in alta valle il bosco è già spoglio, più in basso puoi ancora trovare i colori.

  • Faggi: cominciano a colorarsi a fine settembre sopra i 1.000 metri e nei primi dieci giorni di ottobre alle quote più basse.
  • Larici: sopra i 1.500 metri ingialliscono in media verso metà ottobre, più in basso fra fine ottobre e inizio novembre.

Ogni anno però fa storia a sé. A St. Moritz i larici hanno cambiato colore il 6 ottobre nel 2007, la data più precoce mai registrata lì, e il 24 ottobre nel 2020, la più tardiva. Conta anche l'estate: secondo MeteoSvizzera un agosto e un settembre molto caldi ritardano i colori, mentre un settembre fresco li anticipa.

Quali alberi colorano cosa

Ogni albero ha la sua tavolozza, e riconoscerli rende la camminata un gioco.

  • Larici, giallo oro. Sono le uniche conifere europee che perdono gli aghi e salgono fino al limite del bosco: in autunno interi versanti passano dal verde al giallo intenso.
  • Faggi, dal giallo al rame. Le foglie vanno dal giallo all'arancio fino al marrone-rosso. Il faggio lo riconosci dalla corteccia liscia e grigia.
  • Betulle, giallo oro. Stesso giallo di larici, aceri e tigli. La betulla si riconosce al volo per la corteccia chiara che si sfalda.
  • Castagni, oro e rame. Li trovi nei boschi più bassi: le selve del Malcantone, per esempio, stanno sotto i mille metri. In Ticino il castagno lo chiamano «l'albero del pane», perché per secoli ha sfamato le famiglie.
  • E il rosso? In Svizzera, nota MeteoSvizzera, gli alberi che diventano rossi sono pochi rispetto ai boschi americani: il rosso acceso lo fanno soprattutto arbusti come la sanguinella e il viburno.

Come scegliere il giorno giusto

Il meteo conta più del calendario. Le giornate di sole con notti fresche, ma senza gelo, danno i colori più intensi, perché la clorofilla se ne va in fretta e le foglie producono più pigmento rosso. Con poco vento e poca pioggia lo spettacolo dura di più; pioggia e vento forti, invece, possono staccare le foglie prima che diano il meglio.

Qualche regola pratica:

  1. La sera prima guarda le previsioni di ARPA Lombardia e, se vai in Ticino, quelle di MeteoSvizzera.
  2. Dopo qualche giorno di vento forte, punta più in basso: lì il bosco di solito è indietro di qualche giorno.
  3. Fotografa le foglie in controluce, come nella foto di copertina: il giallo sembra accendersi.
  4. Parti presto. Le giornate si accorciano e dal 25 ottobre, con l'ora solare, il buio arriva un'ora prima sull'orologio.

Dove vedere il foliage vicino a Milano: 4 uscite in calendario

Quattro uscite a quote e in zone diverse, per trovare i colori giusti fino a metà novembre. Con te ci sono le nostre guide e i coordinatori, e la maggior parte dei Guidders arriva da sola.

Grigne: la traversata bassa fino al Rifugio Pialeral

Partiamo dai Piani dei Resinelli ed entriamo nei boschi del Parco Regionale della Grigna Settentrionale, con la Valsassina che si apre a ogni curva. Niente vetta e niente tratti tecnici: camminiamo sotto le pareti della Grigna fino al Rifugio Pialeral, dove pranziamo.

Sono 15 chilometri con 560 metri di dislivello e circa sei ore di cammino, quota massima 1.360 metri. È intermedia solo per la lunghezza. Partenze il 17 ottobre e l'8 novembre: Traversata bassa delle Grigne.

Orobie: le pozze della Val Vertova

In una valle laterale della Val Seriana, sopra Vertova, il sentiero segue il torrente fra cascatelle, canyon e pozze cristalline che riflettono i boschi accesi di giallo, arancio e rosso.

Una cascatella che scende in una pozza turchese della Val Vertova, con il sentiero e la ringhiera sulla sinistra
Una cascatella che scende in una pozza turchese della Val Vertova, con il sentiero e la ringhiera sulla sinistra

È facile: 10 chilometri, 300 metri di dislivello, quota massima 750 metri. Vicino all'acqua le rocce possono essere scivolose, quindi servono scarpe da trekking con una buona suola. Partenze il 24 ottobre e il 15 novembre: Val Vertova d'autunno.

Canton Ticino: il Sentiero del Castagno nel Malcantone

Un anello facile da Arosio fra le selve castanili e i villaggi di sasso di Mugena e Fescoggia, dove pranziamo al sacco. Il recupero delle selve è ripartito negli anni '90 e la prima strappata al bosco è stata proprio quella di Arosio: oggi, racconta il forestale Carlo S. a Ticino Turismo, nella zona ce ne sono 105 ettari.

Sono 11 chilometri, 400 metri di dislivello e circa quattro ore, a un'ora e mezza da Milano. Tieni in tasca il passaporto o la carta d'identità elettronica: alla dogana capita il controllo, e dal 3 agosto 2026 la carta d'identità cartacea non vale più per l'espatrio. Partenza il 25 ottobre: Sentiero del Castagno nel Malcantone.

Varese: le faggete dei Pizzoni di Laveno

Da Vararo, sopra Cittiglio, saliamo nella faggeta che in autunno diventa gialla, arancione e rame, con il sentiero coperto di foglie. Poi usciamo in cresta sopra il Lago Maggiore, con il Monte Rosa all'orizzonte, fino al Passo Cuvignone e al Monte La Crocetta (1.180 metri), dove spesso decollano i parapendii.

È facile: 8 chilometri, 390 metri di dislivello, quattro ore, con la discesa in una valle silenziosa lungo un torrente. Partenza l'8 novembre: Pizzoni di Laveno d'autunno.

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Ci vediamo nel bosco, con le foglie che scricchiolano sotto le scarpe e un gruppo di Guidders con cui dividere il thermos.

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