Di stagione

Escursioni in autunno: cosa mettere nello zaino, frontale compresa

Strati, guscio, guanti, frontale e scarpe che tengono sulle foglie: lo zaino giusto per l'autunno, ora che il 25 ottobre torna l'ora solare e fa buio prima.

Redazione Guiddy · · 5 min di lettura

Larici gialli e arancioni lungo un torrente fra i massi, con la prima neve sui versanti della valle

Per un'escursione d'autunno nello zaino servono strati da togliere e rimettere, un guscio impermeabile, guanti e berretto, acqua, qualcosa di caldo e una frontale. Quest'anno c'è un motivo in più per non lasciarla a casa: domenica 25 ottobre torna l'ora solare e a Milano il sole, che sabato 24 tramonta alle 18:22, il giorno dopo va giù alle 17:21.

Il 25 ottobre torna l'ora solare: cosa cambia per chi cammina

Nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3, le lancette tornano alle 2. Non è una data scelta a caso: la regola europea fa finire l'ora legale l'ultima domenica di ottobre, all'1 di notte del tempo universale, che da noi sono appunto le 3.

Per chi va in montagna conta soprattutto il pomeriggio. Ecco quando tramonta il sole a Milano:

  • sabato 24 ottobre: alle 18:22;
  • domenica 25 ottobre: alle 17:21;
  • sabato 31 ottobre: alle 17:12;
  • lunedì 30 novembre: alle 16:42, con circa nove ore di luce in tutto.

In una valle stretta, poi, le creste possono nascondere il sole anche prima dell'orario del tramonto. Per questo, d'autunno, conviene partire la mattina e rientrare nel primo pomeriggio. All'anello dei larici dell'Alpe Zocca, il 31 ottobre, il programma prevede il ritorno a Chiareggio verso le 15.

Vestirsi a strati: la regola della cipolla

D'autunno in una giornata passi dal fresco del mattino al sole di mezzogiorno, e poi all'ombra fredda di un versante. La soluzione è vestirsi a strati, da togliere quando sali e rimettere quando ti fermi.

  • A contatto con la pelle: una maglia tecnica o termica.
  • In mezzo: un pile, che scalda senza pesare.
  • Fuori: un guscio impermeabile che ripara da pioggia e vento.

Lo trovi scritto anche nelle nostre schede. All'Alpe Zocca, che arriva a 2.198 metri, sono obbligatori il vestiario a strati e il guscio impermeabile, e sono consigliati maglia termica, guanti caldi e copricapo pesante. Non serve un'attrezzatura da spedizione: serve quella giusta.

Giacca, guanti e berretto

Guanti e berretto stanno in una tasca e fanno la differenza quando ti fermi in cima, o quando arrivi a un passo dove tira vento. Nella sua guida allo zaino, per una giornata intera di cammino, il CAI di Sacile li mette anche quando il tempo è bello: guanti leggeri e berretto caldo, insieme a un pile e a un gilet antivento. Se il tempo è incerto aggiunge il guscio, i guanti antipioggia e le ghette.

Un consiglio pratico: tienili in una tasca facile da raggiungere, così li prendi senza svuotare lo zaino.

La frontale: piccola, leggera, sempre nello zaino

La frontale è la cosa che pesa meno e toglie più pensieri. Anche se il rientro è previsto nel primo pomeriggio, basta un imprevisto, una pausa lunga al rifugio o un passo più lento in discesa, e il pomeriggio d'autunno finisce in fretta. Con la frontale hai le mani libere per i bastoncini e cammini tranquillo.

Il CAI di Sacile la mette nell'astuccio dei piccoli oggetti utili, accanto al coltellino e al caricatore del telefono, e consiglia anche lo smartphone a piena carica. Sono due cose diverse: il telefono ti serve carico per la mappa e per chiamare, non per fare luce. Prima di partire accendi la frontale una volta, per controllare le batterie.

Bastoncini e scarpe per le foglie bagnate

In autunno il sentiero si copre di foglie, e le foglie, soprattutto bagnate, nascondono sassi e radici. Servono scarpe da trekking con una buona suola, e i bastoncini ti danno un appoggio in più in discesa: sono tra l'attrezzatura consigliata in tutte e tre le uscite che trovi qui sotto.

Sui Corni di Canzo d'autunno la salita da Valmadrera comincia fra castagni e faggi, che in autunno fanno un tappeto di foglie gialle e rame. La scheda chiede proprio scarponi con una buona suola.

Acqua e qualcosa di caldo

Acqua sempre, anche quando fa fresco. Sui Corni di Canzo, per esempio, lungo il percorso non ci sono fontane, quindi l'acqua te la porti tutta da casa. Per il resto il CAI di Sacile consiglia cibo semplice ed energetico.

D'autunno vale la pena aggiungere un thermos con il tè o la tisana: dopo la sosta in cima, una tazza calda ti rimette in moto. E a volte il caldo lo trovi al rifugio: a Preda Rossa, in Val Masino, il giro si chiude al Rifugio Scotti con i pizzoccheri, per chi li vuole (il pranzo in rifugio è facoltativo).

Tre uscite d'autunno per provare lo zaino

Con te ci sono le nostre guide e i coordinatori, e la maggior parte dei Guidders arriva da sola. Sui Corni di Canzo, prima di partire, c'è anche il controllo zaini: se ti manca qualcosa lo scopri lì.

  • Alpe Zocca e Val Sissone, 31 ottobre. Un anello da Chiareggio, in fondo alla Valmalenco: caffè al Rifugio Gerli-Porro, salita nel lariceto fino all'Alpe Zocca e pranzo al Rifugio Tartaglione (o al sacco) davanti al Monte Disgrazia. Sono 9 chilometri e 760 metri di dislivello, circa quattro ore e mezza.
  • Preda Rossa, 1 novembre. Un giro facile ad anello nella piana a 1.900 metri, fra i larici, la torbiera e il torrente che scende dal Monte Disgrazia. Sono 7 chilometri e 300 metri di dislivello: adatto anche a chi comincia.
  • Corni di Canzo, 14 novembre. Da Valmadrera al Rifugio SEV e in cima al Corno Orientale, con il panorama sulle Grigne, sul Resegone e sul ramo lecchese del Lago di Como. Sono 9 chilometri e 950 metri di dislivello, rientro ad anello da un altro versante.
Un gruppo di Guidders con lo striscione Guiddy attorno a una croce di vetta, con il lago e la città sullo sfondo
Un gruppo di Guidders con lo striscione Guiddy attorno a una croce di vetta, con il lago e la città sullo sfondo

Prepara lo zaino, al resto pensiamo insieme

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Lo zaino giusto è quello che ti fa godere la giornata fino all'ultimo tornante. Il resto lo mettono i Guidders: chiacchiere e merende da dividere lungo il sentiero.

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