Pietra Parcellara e Perduca: ofioliti nell'Appennino piacentino
Due frammenti di fondale oceanico in mezzo alle colline
Il più classico degli itinerari dell'Appennino piacentino: una passeggiata facile, per dislivello e sviluppo, alla scoperta dei due massicci ofiolitici che spiccano dal dolce paesaggio collinare della Val Trebbia.
L'esperienza
La Pietra Parcellara e la Pietra Perduca non sono rocce comuni: sono lembi di mantello terrestre rimasti inglobati nei fondali marini presenti in quest'area milioni di anni fa, e poi sollevati fin qui dal movimento delle placche. Camminarci intorno significa toccare con mano un pezzo di oceano finito in collina.
Sulla Pietra Perduca ci sono l'Oratorio di Sant'Anna e due antiche vasche scavate nella roccia, dove vivono tutte e tre le specie di tritoni presenti nel nord Italia: il crestato, il punteggiato e l'alpino, anfibi delicati e protetti. Sono 8 chilometri e 300 metri di dislivello, in anello.
È un'escursione facile: 8 chilometri e 300 metri di dislivello, adatta a tutti, bambini compresi. Più che una salita è una lezione di geologia camminando. Servono scarpe da trekking, acqua e il pranzo al sacco, che consumiamo alla Pietra Perduca. Vieni con i Guidders: prenota e andiamo insieme tra le due Pietre.
Quanto è difficile, davvero
Cosa è incluso nella quota
Itinerario
Una giornata, orari indicativi. Il dettaglio finale arriva in chat di gruppo.
Come arrivi a Travo? In carpooling.
Lo indichi in prenotazione, poi ci si organizza nel gruppo Telegram. Contatti e spese si decidono tra voi: un posto non è garantito.
Cosa portare
Lista specifica per questa escursione. Niente attrezzatura tecnica: servono buone scarpe e uno zaino fatto bene.
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